San Raffaele: 10 anni per Daccò

Un'associazione a delinquere per portare avanti una "depredazione sistematica" del patrimonio della fondazione San Raffaele, fino a sottrarre 45 milioni di euro alle casse dell'ospedale. Mario Cal, l'ex braccio destro di don Luigi Verzè suicida l'estate scorsa, ne sarebbe stato il capo; sette gli imprenditori chiamati a giudizio. Mentre per quattro di loro il processo va avanti con rito ordinario, i giudici di Milano hanno condannato con rito abbreviato a 10 anni l'uomo d'affari Pierangelo Daccò, per il quale erano stati chiesti cinque anni e mezzo. Leggi La versione di Formigoni - Leggi Moglie e furia di Annalena Benini - Leggi l'editoriale del direttore Formigoni colpevole speciale - Leggi Verzé, santo e bancarottiere di Nicoletta Tiliacos
3 OTT 12
Ultimo aggiornamento: 03:27 | 17 AGO 20
Immagine di San Raffaele: 10 anni per Daccò
Un'associazione a delinquere per portare avanti una "depredazione sistematica" del patrimonio della fondazione San Raffaele, fino a sottrarre 45 milioni di euro alle casse dell'ospedale. Mario Cal, l'ex braccio destro di don Luigi Verzè suicida l'estate scorsa, ne sarebbe stato il capo; sette gli imprenditori chiamati a giudizio. Mentre per quattro di loro il processo va avanti con rito ordinario, i giudici di Milano hanno condannato con rito abbreviato a 10 anni l'uomo d'affari Pierangelo Daccò, per il quale erano stati chiesti cinque anni e mezzo; assolto, invece, l'imprenditore Andrea Bezzicheri. Il settimo, Mario Valsecchi, ha patteggiato.
Ecco le tappe principali della vicenda, nata in parallelo alle indagini per il 'quasi crac' dell'ospedale.
16 novembre 2011: Daccò viene arrestato. Gli viene contestato di avere contribuito alla creazione di fondi neri, attraverso pagamenti con sovrafatturazioni ai fornitori. Con Daccò sono indagati il fondatore del San Raffaele don Luigi Verzè, l'ex direttore amministrativo Valsecchi, gli imprenditori Gianluca Zammarchi e Andrea Bezzicheri.
13 dicembre 2011: in carcere anche Valsecchi, definito "l'alter ego di Cal". I pm ipotizzano, oltre alla bancarotta fraudolenta, l'associazione a delinquere per una decina di indagati, tra cui Daccò, per il quale viene rinnovata la misura cautelare. Nell'ordinanza del Gip si parla di una "depredazione sistematica del patrimonio della fondazione San Raffaele" e di "un vero e proprio meccanismo finalizzato a creare sistematicamente disponibilita' di denaro occulte a vantaggio di Cal e dei suoi favoriti, innanzitutto Daccò". Cal teneva le redini; Valsecchi "costituiva un passaggio ineludibile", gli altri indagati "permettevano il confluire dei fondi neri tramite sovrafatturazioni e false fatturazioni". Infine, Daccò controllava "il flusso del denaro in uscita grazie alla professionale predisposizione di schermi societari su base internazionale". Secondo il Gip l'associazione agiva "attraverso una sistematica sovrafatturazione degli importi dovuti dal San Raffaele ai fornitori", costituendo all'estero "fondi neri", drenando il patrimonio della fondazione "attraverso la costituzione in Paesi esteri di società di comodo" e "trasferendo il denaro su plurimi conti".
31 dicembre 2011: muore a Milano don Verzè.
15 marzo 2012: il Tribunale del Riesame conferma il carcere per Daccò. Ai domiciliari Valsecchi.
19 marzo 2012: nell'avviso di chiusura delle indagini, notificato a 7 indagati, si parla di circa 45 milioni di euro distratti dalle casse del San Raffaele.
13 aprile 2012: la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio di Daccò, Valsecchi, gli imprenditori Pierino e Gianluca Zammarchi e il loro socio Bezzicheri, Fernando Lora e il suo contabile Carlo Freschi, accusati a vario titolo di associazione per delinquere e bancarotta.
9 maggio 2012: il gup di Milano Maria Cristina Mannocci accoglie la richiesta di rito abbreviato per Daccò e Bezzicheri.
25 maggio 2012: Valsecchi patteggia. Scontera' 2 anni e 10 mesi di reclusione e paghera' una multa di 200 mila euro.
19 giugno 2012: la Cassazione conferma il carcere per Daccò.
27 giugno 2012: il pm Orsi chiede cinque anni e mezzo di carcere per Daccò e tre anni per Bezzicheri. Il primo avrebbe sottratto "alla collettivita'" cinque milioni di euro in sette anni, in danno del bene 'salute' protetto dalla costituzione. La sentenza, prevista per il 5 luglio, slitta a dopo l'estate e, dal 25 settembre, viene rimandata a oggi.
Leggi La versione di Formigoni - Leggi Moglie e furia di Annalena Benini - Leggi l'editoriale del direttore Formigoni colpevole speciale - Leggi Verzé, santo e bancarottiere di Nicoletta Tiliacos